L’Alleanza per l’Infanzia torna a porre al centro del dibattito pubblico il tema della condivisione della cura tra genitori, lanciando un documento che invita ad avviare una discussione bipartisan per riformare in modo strutturale i congedi. L’obiettivo è costruire un percorso realistico, scandito da tappe, tempi e impegni certi, che riconosca la cura delle bambine e dei bambini piccoli come una responsabilità – e un diritto – di entrambi i genitori, con benefici per l’intera società.
Nel testo, la rete esprime forte preoccupazione per l’assenza, anche quest’anno, di misure migliorative dei congedi destinati ai padri. In Italia, infatti, il congedo di paternità resta fermo a 10 giorni, un dato che colloca il Paese agli ultimi posti in Europa, lontano da esperienze come quelle di altri Stati membri dove i padri possono usufruire di periodi ben più lunghi e strutturati.
Secondo l’Alleanza, una riforma non è più rinviabile: congedi di durata simile tra genitori rappresentano un diritto per bambine e bambini, che possono così beneficiare della presenza e del coinvolgimento di entrambe le figure fin dai primi mesi di vita o dall’ingresso in famiglia. Le evidenze scientifiche mostrano infatti che un coinvolgimento precoce dei padri favorisce lo sviluppo cognitivo e sociale, l’autostima e i percorsi scolastici di figlie e figli, contribuendo al tempo stesso a una maggiore partecipazione delle madri al lavoro.
Il documento sottolinea inoltre come il carico di cura continui a gravare in modo sproporzionato sulle donne, nonostante i cambiamenti culturali in atto. Per superare questa disuguaglianza, la rete propone di avviare un processo graduale: estendere e rafforzare il congedo di paternità, rendere più equa la distribuzione dei congedi parentali e coinvolgere tutte le categorie di lavoratori.
Una sfida che, secondo l’Alleanza, richiede responsabilità condivisa e volontà politica, per colmare il divario con l’Europa e migliorare concretamente la vita di famiglie, bambine e bambini.