Uno spot pubblicitario, risalente a qualche anno fa, recitava la frase “prevenire è meglio che curare”, frase ormai entrata a far parte del gergo collettivo. Prevenzione e promozione della salute sono due interventi importantissimi e che devono riguardare anche e soprattutto la prima infanzia.

È un errore pensare che questi tipi di interventi debbano essere di competenza esclusiva del settore sanitario, ma devono includere anche tutti gli altri ambiti in cui sono inseriti i bambini e le bambine, dalla scuola a tutti i servizi educativi extrascolastici. Approfondiamo l’argomento grazie al contributo di Francesca Marzo di Mama Happy, associazione che implementa le attività dello Spazio Mamme di Bari – un progetto di Save the Children che accompagna i genitori durante le tappe più importanti della crescita dei propri figli e promuove l’inclusione dei bambini tra 0 e 6 anni che vivono una situazione di marginalità.

Il Nurturing Care Framework – documento stilato dall’OMS, dall’Unicef, dalla Banca Mondiale e dalla Partnership per la Salute materno-infantile e che fornisce indicazioni e raccomandazioni su come investire sull’infanzia, a partire dalla gravidanza fino al terzo anno di vita – fa esplicito riferimento alle condizioni create dalle politiche pubbliche, dai programmi e dai servizi, che permettono alle comunità e ai caregiver di assicurare adeguata salute e nutrizione ai bambini e di proteggerli dai fattori di rischio.

Una conditio sine qua non fondamentale per ridurre i fattori di rischi e rafforzare quelli di protezione a favore della salute e del benessere di bambini e bambine è, senza dubbio, la capacità di ottenere, elaborare e capire informazioni sanitarie di base e accedere ai servizi di salute in modo da effettuare scelte consapevoli: quella che viene definita “alfabetizzazione sanitaria” In sostanza, essere alfabetizzati sulla salute ci permette di prendere le migliori decisioni per quanto riguarda la nostra salute.

 

Come educare a sani stili di vita e a una corretta alimentazione

Al di là dell’importanza di visite e controlli periodici presso i pediatri di libera scelta, negli ultimi anni anche scuola e servizi educativi sostengono l’importanza della prevenzione, inserendo tra le attività anche quelle di promozione di sani stili di vita. È ormai noto il progetto “Frutta e verdura nelle scuole” da qualche anno presente nelle istituti scolastici del nostro paese, programma promosso dall’Unione Europea, realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e svolto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Salute, che ha l’obiettivo di incoraggiare i bambini e le bambine  al consumo di frutta e verdura ed evitare l’assunzione di merende confezionate e, in senso lato, prevenire il fenomeno dell’obesità infantile, sempre più in crescita.

Anche Mama Happy persegue questo obiettivo. Nei nostri centri educativi, da sempre coinvolgiamo nutrizionisti che effettuano incontri di gruppo destinati a famiglie e minori, durante i quali si forniscono indicazioni sull’importanza della scelta dei cibi più appropriati e di una corretta alimentazione, sin dalla fase dello svezzamento, periodo in cui bisognerebbe offrire al bambino una varietà di alimenti in modo che possa “abituarsi” a diversi sapori e non sperimentare sempre gli stessi. A tal proposito, sono stati effettuati anche incontri non solo su cosa ma anche su come somministrare i cibi: il rischio di soffocamento, soprattutto nei primi anni di vita, è molto elevato, per una serie di ragioni concomitanti, tra cui il ridotto diametro delle vie aeree, dentizione incompleta, scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi. Corsi di disostruzione delle vie respiratorie, pertanto, sono non solamente utili ma necessari.

 Fornire informazioni su quali cibi offrire ai bambini, apre un altro capitolo che è quello relativo alla salute dei denti: periodicamente organizziamo incontri di gruppo con un’odontoiatra pediatrica durante i quali, in maniera ludica, coinvolgiamo anche i bambini perché, come è noto, invogliare i bambini a lavare correttamente i denti non sempre è facile. Durante gli incontri con l’esperta, pertanto, vengono fornite importanti strategie per aggirare tale difficoltà, come ad esempio abbinare questa attività al gioco, magari utilizzando canzoni, filastrocche, timer colorati o animati.

Interventi di questo genere, modificano il concetto stesso di salute intesa non più come “assenza di patologie”, bensì associata ad un’attività dinamica e trasversale di promozione del benessere.

 

Per ulteriori approfondimenti sui diritti e sul benessere di bambini e bambine consulta il blog di Save the Children Italia.