Il Programma Fiocchi in Ospedale di Save the Children festeggia i primi 10 anni. Il 2 dicembre, a Roma, presso l’Auditorium di Save the Children, si è tenuto l’evento “Cambiare l’inizio della storia. 2012-2022: dieci anni di Fiocchi in Ospedale”, un’occasione per riflettere sul futuro e sull’opportunità che un programma come Fiocchi in Ospedale può rappresentare per le politiche di supporto alla genitorialità e alla prima infanzia, in un paese che si interroga, da oltre un ventennio, sulla decrescita demografica e sulle condizioni per una rivitalizzazione dell’offerta di servizi sanitari, sociali e educativi di qualità per le bambine e i bambini e per le loro famiglie.

 

I traguardi raggiunti nei primi dieci anni di Fiocchi in Ospedale

Fiocchi in Ospedale è presente oggi in 14 ospedali con la collaborazione di 15 partner territoriali, ha raggiunto finora 41.489 adulti e 38.200 minori, avviando 10mila percorsi di presa in carico con i servizi sociali e altri servizi del territorio e si è avvalso dell’aiuto di 650 professionisti tra pediatri, ostetriche, mediatori linguistici, assistenti sociali, psicologi, nutrizionisti e assistenti legali, oltre ad aver avviato relazioni strutturate con 180 consultori familiari e 98 servizi educativi per la prima infanzia.

“In dieci anni, Fiocchi in Ospedale è stato un punto di riferimento per moltissimi futuri e neogenitori, soprattutto provenienti da contesti di fragilità, che hanno trovato in questo spazio informazione, ascolto, sostegno concreto e la possibilità di accedere ai servizi più appropriati ai loro bisogni. Uno spazio di ascolto e accoglienza di bassa soglia, senza prenotazione e file, si è rivelato essere uno strumento fondamentale per identificare precocemente la fragilità delle persone, intervenendo prima che diventasse vero e proprio disagio, perché non basta “non avere una malattia” per essere “in salute”. ha dichiarato Francesca Romana Marta, responsabile del programma Fiocchi in Ospedale di Save the Children Italia.

“Moltissimi i bisogni di chi frequenta i nostri spazi” ha proseguito Francesca Romana Marta “Dalla mamma in difficoltà con la pratica online per l’iscrizione del bimbo al servizio sanitario nazionale, al papà che deve prendere un treno ogni giorno per fare visita alla sua bambina ricoverata in terapia intensiva neonatale e non ha soldi per il biglietto, alla donna incinta che non ha problemi di salute, ma affronta la gravidanza da sola ed è stata sfrattata. Fiocchi in Ospedale cerca soluzioni, mette a disposizione piccole doti per risolvere emergenze, attiva la rete per cercare un servizio disponibile a risolvere un problema”.

 

Gli obiettivi per il futuro: come intervenire nei primi 1000 giorni

Durante l’evento, Save the Children ha ribadito la necessità di investire nella salute nei primi fondamentali mille giorni, rafforzando la rete socio-sanitaria di supporto alla genitorialità per sostenere la natalità in Italia.

Le ingenti risorse che il bilancio nazionale e i fondi del PNRR hanno reso disponibili per la prima infanzia, e il recente accendersi dell’interesse pubblico sui primi anni di vita di bambine e bambini, sono solo i presupposti di una concreta inversione di tendenza delle politiche educative e di welfare destinate al supporto delle famiglie e dei progetti di genitorialità. Occorre creare le condizioni di un intervento efficace, articolato e condiviso tra istituzioni pubbliche ad ogni livello, organizzazioni professionali, progetti e servizi resi disponibili dall’associazionismo civico e dalle reti solidaristiche, se si vuole dare una risposta capillare, accessibile e di qualità alla domanda di servizi per futuri e neo genitori.

“Se davvero vogliamo sostenere le nascite nel nostro Paese, dobbiamo investire nell’infrastruttura sanitaria e sociale di supporto ai primi fondamentali mille giorni di vita, il cui rafforzamento risulterebbe più efficace rispetto ad interventi una tantum di sostegno alla natalità. Il nuovo modello organizzativo previsto dalla riforma dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario nazionale è una grande opportunità, ma dovrà essere in grado di assicurare un sistema sanitario di prossimità, integrato e multilivello, che offra servizi essenziali di promozione della salute e di cura di qualità, accessibili e gratuiti per tutti, inclusa una rete diffusa di Consultori. Sarà inoltre fondamentale la presenza di equipe territoriali multiprofessionali e risorse umane e strumentali adeguate ad assicurare i necessari livelli assistenziali in tutte le regioni in egual misura. Ogni Casa di Comunità, fulcro della riforma, dovrebbe garantire interventi a favore dei primi mille giorni e un collegamento diretto con i reparti ospedalieri e servizi e sportelli sul territorio” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

 

Per ulteriori approfondimenti sui diritti di bambini e bambine consulta il blog di Save the Children Italia