Il gioco unisce e permette di offrire una proposta educativa inclusiva, di valorizzare quindi le differenze affinché l’autostima e la sicurezza in sè possa crescere e si possa rafforzare la personalità.

Giocare – come ripetiamo spesso nei nostri approfondimenti- significa anche imparare divertendosi, associare cioè l’aspetto ludico all’apprendimento leggero. Proprio partendo da questo presupposto, presso lo Spazio Mamme di Torre Maura, a Roma, la cooperativa Antropos, partner di Save the Children, ha proposto ai bambini e alle bambine e ai loro genitori un laboratorio di Robotica. A spiegarci di cosa si tratta sono Licia Fortunato e Benedetta Vasselli, operatrici di Antropos.  

L’approccio, che le operatrici hanno pensato di sviluppare con i gruppi, ha lo scopo di avvicinare, in maniera embrionale, lo Spazio Mamme di Torre Maura al mondo delle discipline STEM e dell’apprendimento socio emotivo, rivolgendo lo sguardo alla fascia 3-6 anni. Quando parliamo di discipline STEM non sempre riusciamo a collegare nel pratico quello che rappresentano. In questo articolo proviamo a suggerivi anche degli strumenti per approfondire il tema.

STEM sta per Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Spesso si aggiungono altre due sfere: Robotica e Arte, avremo quindi le discipline STREAM. Tutto ciò ha sempre al centro l’interesse, la crescita e il coinvolgimento dei minori. La possibilità di esporre precocemente bambini/e alle discipline STEM facilita e incoraggia la loro crescita e rappresenta uno strumento ideale per l’emersione della creatività.

 

Come è nato e cosa offre il laboratorio di robotica

Il laboratorio di Robotica cerca di stimolare i bambini e le bambine tra i 3 e i 6 anni attraverso il Coding Unplugged: in sostanza si propongono attività con i Lego, i colori e i simboli per poter strutturare le basi della programmazione e del codice informatico. Attività, queste ultime, fondamentali per includere i minori e i genitori non madrelingua.

Utilizzare degli strumenti “internazionali”, che non necessitano di traduzioni e che non sono fraintendibili, accorciano le distanze linguistiche: ecco quindi come i Lego, i simboli e i colori possono abbattere facilmente ogni barriera.

Il Laboratorio nasce tenendo conto dei dati ISTAT rispetto all’Istruzione e Formazione, dati raccolti nel 2022 ma che riguardano il 2020 e sapendo bene – soprattutto grazie al lavoro della dottoressa Daniela Lucangeli sull’Intelligenza numerica – quanto sia importante rinforzare le competenze matematiche sin dalle primi anni di vita. Nel libro “Intelligenza numerica nella prima infanzia. Attività per stimolare le potenzialità numeriche: dalla quantità alla numerosità” di Lucangeli,  abbiamo trovato, infatti, una base solida da cui partire per  intraprendere la costruzione di uno spazio colmo di stimoli e di crescita.

 

Il gioco come strumento per abbattere gli stereotipi di genere

Il nostro ruolo è quello di educare sia i minori che gli adulti, creare quindi un contesto favorevole di crescita, di apprendimento, di gioco e di sviluppo, non solo dell’intelligenza numerica, ma anche di quella artistica e manipolativa. Fondamentale è per noi lavorare anche sul Gender Gap. Ancora troppo spesso la cura e la crescita dei bambini e delle bambine, soprattutto nei primi anni di vita, sono considerate momenti a carico delle sole mamme. Rari, anche presso il nostro Spazio Mamme, sono i papà che partecipano alle proposte laboratoriali.

Dalla nostra esperienza emerge che proprio gli stereotipi di genere sono tra i più pericolosi e difficili da demolire “perché ciò implica una denaturalizzazione delle rappresentazioni sociali e una decostruzione di questo mondo incorporato sotto forma di habitus” (P. Bourdieu, La domination masculine, Seuil, Paris, 1998).

Spesso bambini/i, soprattutto intorno ai 5 anni, sembrano essere già consapevoli della differenza di genere e questo dato emerge anche nella dimensione del gioco: dalla predilezione per certe tipologie di giocattoli alla manifestazione di comportamenti che vanno dall’aggressività alla remissività.

È per questo che diventa prezioso  incentivare lo sviluppo libero dell’identità di genere di bambini e bambine, abbandonando le rigidità di un’educazione stereotipata e prediligendo l’utilizzo di giocattoli non genderizzati per costruire un ambiente neutro in cui siano accolte tutte le identità. L’approccio del laboratorio di Robotica e gli strumenti utilizzati offrono la possibilità di lavorare anche su questo aspetto, facilitando la decostruzione degli stereotipi di genere legati al gioco, depotenziando i pregiudizi e mediando, così, l’esperienza ludica attraverso una visione più ampia delle identità di genere.

 

L’importanza del gioco genitori-bambini

Il laboratorio, oltre ad offrire un’occasione di crescita per i bambini, rappresenta un importante ponte comunicativo nella relazione con i genitori, che imparano anch’essi – a loro volta – a conoscere le nuove scoperte e gli stimoli adatti per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei loro figli. Nel gioco, infatti, è molto preziosa la mediazione del genitore in quanto stimolo alla curiosità, all’osservazione e alla cooperazione del bambino, nonché la sua stessa predisposizione ad “imparare giocando” insieme al/la figlio/a.

Il laboratorio di Robotica incoraggia un atteggiamento attivo in quanto si configura come spazio mentale attrezzato, un ulteriore strumento per comprendere la realtà e cambiarla, promuovendo la motivazione e l’inclusione e incoraggiando una personale autonomia progettuale.

È fondamentale, però, che l’adulto sia attento e partecipe dei tempi del bambino, interrompendo il gioco laddove ci fossero eventuali segnali di stanchezza e gratificandolo quando mostra interesse per lo stesso.

Anche la scelta dello spazio del gioco non è del tutto casuale. Nei primi incontri abbiamo scelto di utilizzare il tappeto morbido, inteso come ambiente caldo e accogliente, con stili educativi curati, improntati all’osservazione, all’ascolto e alla progettualità: una base sicura e familiare in cui sperimentare nuove forme di apprendimento e in cui i bambini possano muoversi liberamente.

 

Per ulteriori approfondimenti sui diritti dell’infanzia consulta il blog e le notizie di Save the Children.