L’educazione all’affettività e alla sessualità è un percorso continuo che accompagna lo sviluppo umano fin dalla nascita, non è un intervento da relegare all’adolescenza in formato una tantum. È questa la visione della Comprehensive Sexuality Education (CSE), approccio olistico promosso dalle linee guida UNESCO e rilanciato in Italia dal Gruppo CRC per integrarlo stabilmente nel sistema scolastico fin dalla prima infanzia. Approfondiamo l’argomento con il contributo di Monica Castagnetti, pedagogista Centro per la Salute del Bambino.

Al centro della CSE c’è una visione positiva della sessualità e del corpo, connessa ai concetti di piacere, consenso, rispetto di sé e dell’altro, privacy e condivisione emotiva.

L’essere umano manifesta competenze sociali e curiosità verso il corpo sin da piccolissimo. Fino ai 4 anni l’esplorazione e le sensazioni di piacere sono naturali e fugaci; dai 3-4 anni emergono la comprensione delle differenze anatomiche e i primi giochi di esplorazione, mentre dai 6 anni si consolidano il senso del pudore e la consapevolezza che il proprio corpo appartiene solo a se stessi e va rispettato. Ignorare questi bisogni evolutivi e le domande che ne scaturiscono non cancella la curiosità, ma sposta la ricerca sulla rete. La dimensione “onlife” espone bambini e bambine a rischi come l’esposizione precoce a contenuti sessualmente espliciti e la condivisione incontrollata di dati. Sapere di potersi affidare agli adulti di cura, evita che la persona in crescita si chiuda alla possibilità di confronto o, ancor peggio, si isoli nelle community virtuali.

È fondamentale, quindi, costruire una solida alleanza tra famiglie, scuola e servizi territoriali (ad es. i consultori). I dati dimostrano che insegnanti e genitori concordano sulla necessità di agire presto: oltre il 90% individua la famiglia e la scuola come contesti primari di educazione sessuo-affettiva, e la maggioranza ritiene opportuno iniziare tra la nascita, la scuola dell’infanzia e la primaria.

La proposta del gruppo CRC si articola per tappe che accompagnano la crescita: supporto ai genitori nei primi mille giorni, legittimazione delle emozioni e della conoscenza del corpo dai 3 ai 6 anni, consapevolezza del sé corporeo e relazionale alla scuola primaria, fino all’ascolto dei vissuti e delle esperienze in adolescenza. Questo percorso continuo permette anche di decostruire i pregiudizi e gli stereotipi di genere che alimentano disuguaglianze e violenza tra pari e non solo.

Un’educazione alla sessualità completa non invita ad anticipare il debutto sessuale, al contrario tende a posticipare la “prima volta”, favorendo scelte più consapevoli e sicure. Un approccio universale e inclusivo all’educazione sessuo-affettiva garantirebbe a tutti e tutte, incluse le persone con disabilità, gli strumenti culturali necessari per emanciparsi, realizzarsi e svilupparsi appieno nel segno della salute, del benessere e del reciproco rispetto.

 

Bibliografia:

Castagnetti M., Educare dentro e fuori riflessioni per una proposta di comprehensive sexuality education a partire dai primi anni, Senza Zaino 1/2026, pp. 43-46

Castagnetti M. Il contributo del pediatra a un’educazione affettiva e sessuale coerente con la crescita, Medico e Bambino2026;45(1):47 DOI: https://doi.org/10.53126/MEB45047
Gruppo CRC. Educazione all’affettività e alla sessualità: perché è importante introdurre la Comprehensive Sexuality Education nelle scuole italiane. 2024. https://gruppocrc.net/documento/educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-perche-e-importante-introdurre-la-comprehensive-sexuality-education-nelle-scuole-italiane/

Servettini, A., Morante, S., Mattiacci, G., & Batini, F. Educazione sessuale e socio-affettiva nella scuola italiana: il parere di genitori ed insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria a confronto. Rivista Italiana Di Educazione Familiare, 23(2), 73–90, DOI: 10.36253/rief-14963