Il contatto precoce con i libri è incoraggiato ormai da anni da pediatri/e e bibliotecari/e. La lettura ad alta voce, in particolare, permette ai bambini e alle bambine non soltanto di attivare lo sviluppo del linguaggio e delle abilità cognitive, ma anche di rafforzare il legame affettivo ed emotivo con i genitori. Lo sviluppo del cervello e la costruzione delle reti neurali sono particolarmente intensi durante i nove mesi della gravidanza e i primi tre anni di vita post-natale. La lettura precoce crea, quindi, una buona pratica di benessere perinatale e, in seguito, una routine costruttiva e rassicurante. Approfondiamo l’argomento grazie al contributo di Brunella Cozzolino, Arianna Russo e Daniela Palmisano di Fiocchi in Ospedale Cardarelli, progetto di Save the Children gestito dall’ l’associazione Pianoterra ETS.
Nell’ambito del progetto Fiocchi in Ospedale, realizzato dall’Associazione Pianoterra ETS presso l’A.O.R.N. “A. Cardarelli” in collaborazione con la rete dei servizi del territorio, la lettura ad alta voce viene fortemente sostenuta fin dalla gestazione e dai primi mesi di vita. Presso la stanza di progetto, dotata di una biblioteca mobile con libri 0-3 anni, le operatrici incontrano i genitori, i bambini e le bambine durante le visite presso l’ambulatorio del Neonato a Rischio, e propongono loro la lettura ad alta voce quale buona pratica di benessere perinatale. Creare, ad esempio, la routine della nanna attraverso una lettura serale favorisce sicurezza, stabilità e un sonno tranquillo. È importante considerare quanto il momento dell’addormentamento possa essere talvolta critico e faticoso per un neonato; questa difficoltà si accentua ulteriormente per un bambino o una bambina che ha vissuto l’esperienza della Terapia Intensiva Neonatale (TIN). In questo contesto, il passaggio alla nanna può riattivare vissuti di separazione, rendendo ancora più prezioso il rito della lettura come ponte affettivo e strumento di rassicurazione profonda. Ed è importante per questo scegliere sempre i libri adatti all’età del bambino e della bambina affinché possano accompagnarli nella crescita. I primi libri dedicati ai lattanti, ad esempio, sono generalmente tattili o cartonati con poche immagini ben scontornate. In questa fase i libri si toccano, si “ciucciano” con gusto, aiutano a sperimentare sensazioni tattili, acustiche e olfattive.
Il laboratorio di lettura precoce in Terapia Intensiva Neonatale
Nel 2025 è stato portato all’interno dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, diretta dalla dottoressa Maria Gabriella De Luca, un laboratorio di lettura precoce, quale intervento a sostegno della relazione e del benessere dei genitori dei/delle neonati/e ivi accolte/i.
Il laboratorio, tenuto da un’esperta di lettura precoce, è stato articolato in due momenti: un primo di accoglienza e un secondo di esperienza pratica. Nella prima fase l’operatrice ha accolto i genitori con la lettura di brevi testi, racconti o filastrocche, scelti per la loro semplicità e musicalità. Tale scelta è stata dettata dalla volontà di includere partecipanti di provenienza ed estrazione diversa, garantendo un linguaggio universale capace di mettere chiunque a proprio agio, indipendentemente dal background culturale e dalle abilità linguistiche e di espressione in italiano.
Successivamente i genitori, accompagnati all’incubatrice e/o alla culla accanto ai propri bambini/e, hanno letto dei testi nel pieno rispetto della disponibilità del neonato. È’ stato importante sottolineare ai genitori partecipanti che per questo tipo di attività non è richiesto alcun tipo di competenza specifica: è la voce del genitore che diventa il principale strumento di relazione. Da qui la scelta del titolo dato all’attività proposta: “La mia voce per te”.
In questo delicato processo, appare fondamentale lasciare il genitore libero di leggere o ascoltare le proprie resistenze: accogliere l’eventuale esitazione o il timore significa rispettare i tempi di una relazione che si sta ricostruendo, validando il vissuto emotivo dell’adulto come parte integrante della cura. Riportiamo, , a titolo di esempio, la storia di una mamma che al primo incontro proposto in reparto ha preferito non leggere alla propria bimba, nata pretermine e in condizioni preoccupanti, ma che poi in quello successivo si è sentita di poter contribuire alla sua cura leggendo per lei una poesia che amava molto.
In conclusione, il laboratorio di lettura in Terapia Intensiva Neonatale si configura come un intervento ad alto valore relazionale e di umanizzazione delle cure, capace di integrare l’assistenza sanitaria con una dimensione emotiva e affettiva fondamentale.
Di seguito riportiamo i titoli degli albi illustrati impiegati per il laboratorio “La mia voce per te”:
• C’era una volta un delfino piccolo piccolo, di Emanuela Nava e Giulia Re. Carthusia.
• Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme, di Bruno Tognolini e Pia Valentinis. Il Castoro.
• A fior di pelle, di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari. Lapis.
• Ninna nanna per una pecorella, di Eleonora Bellini e Massimo Caccia. Topipittori.
• Per te vorrei, di Amy Krouse Rosenthal e Tom Lichtenheld. Nord-Sud Edizioni.
• Eccoti qua, di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari. Lapis.
• Qui ci sono le altalene, di Giovanna Zoboli e Marta Baroni. Edizioni Corsare.
• E sulle case, il cielo, di Giusi Quarenghi e Chiara Carrer. Topipittori.
• Io sono foglia, di Angelo Mozzillo e Marianna Balducci. Bacchilega Junior.
• Tu sei luce, di Aaron Becker. Feltrinelli.
• Vorrei un tempo lento lento, di Daniela Iride Murgia e Mariachiara Di Giorgio. Bacchilega Junior.
• Poesie del camminare, di Chiara Carminati. Topipittori.
Per maggiori approfondimenti sui diritti di bambini e bambine e sulla genitorialità responsiva consulta il sito di Save the Children.
