
“Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini,
deve cominciare ad occuparsi dei genitori”
John Bowlby
Tornare a casa con un* neonat* è un’emozione intensa. La nascita di un* bambin* rappresenta un grande cambiamento per la coppia e per l’intera famiglia. Dopo la gioia del parto, inizia una nuova fase fatta di scoperte, responsabilità e adattamenti.È normale sentirsi incerti nel nuovo ruolo di genitori. Spesso si pensa di dover sapere subito come comportarsi, ma la genitorialità è un’esperienza che si impara giorno dopo giorno. Anche il/la bambin* si adatta gradualmente alla nuova realtà e alla relazione con chi si prende cura di lui o di lei. Ciò detto, è normale che nei primi giorni dopo la nascita molte madri possano attraversare un periodo di tristezza temporanea, noto come maternity blues o baby blues. Alla stanchezza legata al parto si aggiungono i cambiamenti ormonali, le nuove responsabilità e la necessità di adattarsi a ritmi completamente diversi. Questa condizione è molto comune e può manifestarsi con sbalzi d’umore, facilità al pianto, malinconia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e maggiore bisogno di sostegno. Generalmente tende a risolversi spontaneamente nel giro di poche settimane. Per affrontare questo periodo, se non ci sono ulteriori diagnosi, non servono farmaci, ma ascolto, vicinanza e supporto da parte del partner, della famiglia e della rete di riferimento. Con il tempo, la nuova organizzazione familiare trova il proprio equilibrio. Approfondiamo l’argomento con Claudia Paraguai, psicologa e coordinatrice Fiocchi in Ospedale Pescara, progetto di Save the Children in collaborazione con la cooperativa Orizzonte Altri Colori.
Dopo la nascita è frequente chiedersi se si sarà capaci di comprendere e soddisfare i bisogni del proprio bambino o della propria bambina. È un timore comune e del tutto naturale. Ma la relazione tra genitore e figli si costruisce progressivamente. Servono tempo, esperienza e fiducia nelle proprie capacità per imparare a riconoscere i segnali del/la bambin* e rispondere ai suoi bisogni. Con il sostegno adeguato, le difficoltà iniziali tendono a diminuire e la cura quotidiana diventa più spontanea.
L’arrivo di un figlio o di una figlia, infine, può mettere alla prova anche relazioni di coppia solide. I cambiamenti nelle abitudini, la stanchezza e le nuove responsabilità possono generare tensioni e incomprensioni. Per questo è importante affrontare la genitorialità in modo consapevole, condividendo fatiche ed emozioni. Quando emergono difficoltà personali o di coppia, può essere utile ricorrere a un sostegno specifico. Aiutare i genitori in questa fase significa favorire il benessere dell’intera famiglia e sostenere la costruzione di un legame affettivo sicuro con il/la bambin*.
Il supporto di prossimità: l’Home Visiting
Proprio con la finalità di costruire attorno alle nuove genitorialità quel concetto di “villaggio” che saluta, accoglie e protegge le nuove nascite, il supporto di prossimità – Home Visiting lavora su alcuni obiettivi prioritari:
- affrontare precocemente gli effetti della povertà nei primi mille giorni di vita del bambino;
- accompagnare la nascita e la crescita del bambino/della bambina facilitando l’accesso ai servizi;
- migliorare la salute fisica e psicologica del nucleo, in particolare della mamma e della creatura, prevenendo trascuratezza e maltrattamento;
- incoraggiare la genitorialità responsiva e l’accesso precoce al sistema educativo (nidi).
Vediamo questi quattro aspetti un poco più nel dettaglio.
- Contrasto precoce alla povertà educativa
Le esperienze e gli stimoli ricevuti nei primi mille giorni di vita, dalla gravidanza alla primissima infanzia, influenzano profondamente lo sviluppo del cervello, la salute futura dell’individuo e, in alcuni casi, nella misura in cui, in termini epigenetici, riescono ad innescare mutazioni ereditarie, quella delle generazioni successive. Per questo la conoscenza dei fattori di rischio e di quelli protettivi diventa una questione di salute pubblica. Tutti i genitori desiderano il meglio per le proprie creature, ma ancora pochi sanno che a tale scopo possono fare moltissimo perché questo meglio non è frutto del caso, bensì, in gran parte, di una genitorialità consapevole e competente. In questo contesto, l’Home Visiting offre supporto alle famiglie e promuove precocemente le stimolazioni cognitive, contribuendo a prevenire future situazioni di povertà educativa
- Accesso ai servizi del territorio
Le famiglie in attesa si informano spesso sugli aspetti sanitari della gravidanza e del parto: dall’assunzione di acido folico e sale iodato alla prevenzione dei rischi ambientali, dall’adozione di stili di vita salutari alle vaccinazioni, fino all’assistenza durante il percorso nascita, alla diagnosi prenatale, all’allattamento e alla cura del neonato. Meno frequente è invece l’attenzione verso la rete dei servizi territoriali che può accompagnare e sostenere i genitori prima e dopo la nascita.
Le evidenze raccolte nel documento del Ministero della Salute Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita sottolineano come garantire a ogni bambino il miglior inizio possibile rappresenti una delle politiche più efficaci per promuovere salute, benessere ed equità sociale. Gli investimenti nei primi mille giorni producono infatti benefici duraturi sullo sviluppo, sull’istruzione, sulla partecipazione sociale e sulle opportunità future, contribuendo anche a ridurre povertà e disuguaglianze. Analogamente, il Nurturing Care Framework di OMS, UNICEF e Banca Mondiale evidenzia come il sostegno allo sviluppo precoce sia uno degli investimenti più vantaggiosi per la crescita delle persone e delle comunità.
Per questo è importante che le famiglie conoscano non solo le raccomandazioni sanitarie, ma anche il sistema integrato dei servizi sociali, educativi e sociosanitari presenti sul territorio. Tale sistema mette in relazione interventi sanitari, sociali, educativi, formativi e di sostegno alle famiglie, coinvolgendo Comuni, servizi pubblici, terzo settore e soggetti privati. I Comuni, in particolare, gestiscono prestazioni sociali e sociosanitarie rivolte alle persone e ai nuclei familiari che vivono condizioni di fragilità, disagio o vulnerabilità. Una maggiore conoscenza di queste opportunità consente ai genitori di accedere più facilmente a forme di supporto utili a promuovere il benessere dei bambini e dell’intera famiglia fin dai primi anni di vita.
- Prevenzione del maltrattamento
Come indicato dal CISMAI nelle “Linee guida per gli interventi di home nella prevenzione del maltrattamento all’infanzia” del 2017, esistono precisi requisiti di qualità degli interventi di prevenzione del maltrattamento che si possono applicare attraverso lo strumento dell’home visiting. Questa indicazione era già contenuta nel documento dell’OMS Preventing child maltreatment: a guide to taking action and generating evidence (2006), che contiene un radicale spostamento del focus di osservazione da cui trarre iniziative per una prevenzione realistica ed efficace del maltrattamento all’infanzia. L’OMS, infatti, pone l’attenzione sulla precocità della rilevazione prendendo in esame il periodo precedente e immediatamente successivo alla nascita. Poiché i servizi ospedalieri, con cui la gestante viene a contatto possono rilevare precocemente segnali di disagio e attivare interventi di sostegno preventivo a difficoltà di cura e gestione della genitorialità, il supporto di prossimità Home Visiting del Progetto Fiocchi in Ospedale di Pescara si colloca all’interno del Dipartimento Materno-Infantile Ospedaliero del Policlinico Santo Spirito, proprio per individuare e indirizzare le famiglie a servizi di supporto precoce, con l’intenzione di fare della vera ed efficace prevenzione.
- Favorire la cultura del nido
La povertà educativa, definita da Save the Children come la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni, produce i suoi effetti già nella primissima infanzia. Le bambine e i bambini che crescono in famiglie con svantaggio socioeconomico mostrano spesso, già a 4 anni, ritardi nelle competenze cognitive, linguistiche, motorie e socio-emotive. Sebbene lo sviluppo nei primi anni segua percorsi individuali, esiste il rischio concreto che le disuguaglianze sociali emergano precocemente.
In questo contesto, i servizi educativi per la prima infanzia svolgono un ruolo fondamentale. La frequenza al nido, soprattutto se prolungata nel tempo, favorisce l’acquisizione di competenze e contribuisce a ridurre il divario tra bambini provenienti da contesti diversi. Gli effetti positivi sono particolarmente evidenti per i minori più svantaggiati: chi ha frequentato un nido presenta probabilità significativamente maggiori di mostrare percorsi di resilienza anche nell’adolescenza.
Accanto alla funzione educativa, i nidi svolgono un’importante funzione di conciliazione tra vita familiare e lavoro. In un Paese caratterizzato da un forte divario occupazionale di genere, tali servizi favoriscono la partecipazione delle madri al mercato del lavoro e una maggiore condivisione delle responsabilità di cura, con effetti positivi sulla qualità delle interazioni familiari e sullo sviluppo delle competenze dei bambini
Metodologia. L’Home Visiting nel progetto Fiocchi in Ospedale
Il supporto di prossimità Home Visiting rivolge la sua attenzione alle future ed alle neo-famiglie. Infatti, supportare lo sviluppo precoce del bambin3 (Early Childhood Development – ECD -) comporta agire in modo tempestivo ed efficace fin dal concepimento, continuare durante tutta la gravidanza e nei primi anni di vita, per favorire così uno sviluppo in salute, ridurre la povertà, lo svantaggio e le eventuali disuguaglianze. In tal modo, l’approccio precoce risulta anche ‘economicamente’ vantaggioso laddove riduce il rischio di esiti di trascuratezza educativa che potrebbero, alla lunga, anche concretizzare danni alla salute psicoaffettiva, con costi per la rete dei servizi sociosanitari.
Il progetto Fiocchi in Ospedale – Pescara promuove i principali fattori protettivi per lo sviluppo infantile: salute e benessere materno, allattamento, attaccamento sicuro, relazioni di qualità, sostegni economici e resilienza familiare e comunitaria. In questo quadro valorizza anche la frequenza al nido, quale opportunità educativa e di supporto alla genitorialità. L’intervento prende avvio durante la gravidanza e alla nascita, attraverso l’ascolto e l’analisi dei bisogni delle famiglie, anche quelli non espressi. Prosegue poi a domicilio e mediante la costruzione di reti di sostegno, con percorsi personalizzati calibrati sulla situazione e sulle necessità di ciascun nucleo familiare.
Gli interventi vengono modulati in base ai bisogni della famiglia. In presenza di difficoltà nel legame di attaccamento, solitudine o isolamento, si attiva un percorso di Home Visiting con visite settimanali, follow-up e incontro finale, per rafforzare la relazione genitore-bambino e la rete di supporto. Per problematiche legate ad allattamento o svezzamento, sono previsti incontri domiciliari e telefonici finalizzati a promuovere informazioni corrette e autonomia. Quando emergono criticità nell’ambiente abitativo, nell’igiene o nell’adattamento alla nuova quotidianità familiare, si realizzano interventi di prossimità e verifiche successive per favorire spazi adeguati, routine efficaci e benessere del nucleo.
La strategia è quella di assistere la delicata fase della nascita non solo dal punto di vista del bilancio di salute fisica dei bambini, ma aggiungendo all’importante logica medico-pediatrica anche l’offerta di prestazioni integrate di sostegno alla salute psicologica materna, di assistenza alle madri per la cura del bambin3 e la comprensione delle sue tappe di sviluppo, di attività di orientamento, accompagnamento e accesso ai servizi sociali, educativi, sanitari e di inclusione lavorativa, di supporto alle madri per la definizione di obiettivi per il futuro in grado di trovare soluzioni di lavoro compatibili con la cura dei figli, promuovendo interventi di genitorialità positiva, di contributo alle strategie di conciliazione dei tempi di famiglia con i tempi di lavoro materni, e dell’importante spinta alla rivalutazione dei Nidi d’Infanzia come contesti educativi che offrono un importante tempo di qualità ai neonati concedendo ai genitori il recupero di un tempo “adulto” che può anche avere altre destinazioni.
Per maggiori approfondimenti sui diritti di bambini e bambine e sulla genitorialità responsiva consulta il sito di Save the Children.